Il Giubileo



Sette anni: queste settimane di anni faranno
un periodo di quarantanove anni... Dichiarerete
santo il cinquantesimo anno...".
Inizia così il paragrafo 25 del libro del Levitico dedicato al Giubileo.
Dopo sette settimane di anni
il suono del lungo corno ritorto d'ariete squarcia
il silenzio e scandisce una data capitale nella
sequenza del tempo.
In questa prospettiva il tempo, irradiato dalla luce
divina, contiene al suo interno il seme dell'eterno
perché è "abitato" anche da Dio ed è scandito
dalle sue azioni di salvezza. Il Giubileo contiene
l'invito a liberare gli schiavi, a rimettere i debiti,
a vivere in armonia con la terra lasciandola
per un anno riposare: si tratta di un appello
a costruire nel presente il Regno di Dio.
Per la Bibbia la storia non ha una fine ma un fine:
la Gerusalemme celeste è il luogo di un abbraccio
pieno tra la caducità dell'uomo e l'eternità di Dio.
Il Giubileo che si celebra nel tempo altro non è che anticipazione di
quell'orizzonte di luce e di armonia.
La sera del 1° gennaio 1300 una massa immensa
di gente affollava la basilica di S. Pietro in Vaticano:
"I fedeli facevano ressa attorno agli altari,
ostacolando la circolazione delle altre persone,
come se tutti temessero che, con lo spirare del giorno,
finisse anche la possibilità di ottenere la grazia".
Con questo fenomeno di devozione del tutto
spontaneo e travolgente cominciò il primo Giubileo cristiano della storia.
Il Papa di allora, Bonifacio VIII, aspettò qualche settimana; infine,
proclamò
dalla loggia del palazzo pontificio in Laterano,
il 16 febbraio 1300, "pieno e largo, anzi pienissimo
perdono dei peccati" a partire dal Natale precedente.
Agì allora sull'opinione pubblica ciò che sta avvenendo anche ai giorni
nostri: l'emozione per il passaggio
da un secolo all'altro, il fascino di un avvenimento,
la nascita di Cristo, che divideva e divide tuttora
la storia in due. Influiva su questi sentimenti anche
la pratica assai diffusa dei pellegrinaggi, la ricerca
di purificazione spirituale e di pace, la richiesta
di riforma della Chiesa e della società. Nel corso
dei secoli il Giubileo non perse nulla del proprio
fascino, della sua importanza agli occhi dei fedeli,
mai scoraggiati neppure dalle guerre e dai pericoli
del viaggio, dalle carestie o dalle epidemie.
Nel 1470, Paolo II stabilì che si celebrasse ogni
venticinque anni, come poi si è sempre fatto.
E in sette secoli di storia, l'appuntamento fallì
solo due volte, nel 1800 e nel 1850.
Durante l'ultimo Anno Santo finora celebrato - nel 1975, sotto Paolo VI
i pellegrini, arrivati a S. Pietro da tutte le parti del mondo e con ogni
mezzo, furono quasi nove milioni.




ProgrammaPercorsiIndirizzi utili
Manifestazioni