Museo nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari



Fischietti in terracotta policroma (Piemonte, primi '900)

Il Museo Nazionale delle Arti e tradizioni Popolari è nato dalla Mostra di Etnografia italiana, tenutasi a Roma nel 1911 per celebrare il Cinquantenario dell'Unità d'Italia. Organizzatore scientifico dell'esposizione fu l'etnografo Lamberto Loria.

L'istituzione ufficiale del Museo di Etnografia Italiana risale al 1923, tuttavia soltanto alla fine degli anni trenta si ottenne l'assegnazione di una sede definitiva in uno dei palazzi da edificarsi nel quartiere dell'Eur, scelto come luogo dell'esposizione universale del 1942 e mai realizzata a causa degli eventi bellici

L'attuale edificio, costruito su progetto del 1938 di Mario Castellazzi, Pietro Morresi, Annibale Vitellozzi, faceva parte del nucleo centrale dell'E42, ubicato nella piazza cosiddetta "Imperiale", oggi Piazza Marconi.

Il museo con la sua attuale denominazione, inaugurato il 20 aprile 1956, si sviluppa su una superficie di oltre 10.000 mq. La decorazione in mosaico sulla testata esterna è stata realizzata da Enrico Prampolini (1941); le decorazioni interne sulle pareti del Salone d'onore alludono alle principali tematiche illustrate nel percorso museale con affreschi di scena di vita familiare, marinara e contadina, feste, giochi e cerimonie, ad opera di diversi artisti tra i quali Varagnolo, Colao, Bertoletti, Cavalli, Cascella, Guberti, Berrera, Barillà, Amato.

Il Museo conserva oltre centomila testimonianze relative alla cultura tradizionale italiana, di cui circa 65 mila oggetti databili tra il XVI ed il XX secolo. Tra le collezioni si annoverano circa 700 costumi regionali italiani completi, oltre ad elementi singoli, biancheria casalinga, campioni di tessuto e di merletti (secc. XVIII-XX); oltre 4 mila gioielli ed amuleti di varia provenienza e materia (secc. XVIII-XX); più di 6 mila manufatti lignei, dal semplice strumento di lavoro e di uso quotidiano ad esempi di artigianato artistico e popolare (secc.XVI-XX); circa 5 mila ceramiche, in prevalenza di area siciliana tra cui alcuni tipi firmati dall'artista artigiano Bongiovanni Vaccaro (secc. XVIII-XX); le pitture su vetro altoatesine e siciliane (secc. XVIII-XIX) le insegne e le attrezzature di venditori ambulanti (secc. XIX-XX); circa 200 esemplari di corni e zucche incise di varia provenienza (secc. XVIII-XX); le figure presepiali italiane, in particolare liguri, campane, siciliane e un presepe napoletano completo di stile settecentesco (secc. XIX-XX), il repertorio dei disegni e delle stampa con oltre novemila esemplari (secc. XVII-XX).

Il percorso espositivo si sviluppa in settori tematici: il trasporto, il lavoro agricolo, la pastorizia, la caccia e la marineria, i mestieri artigianali e i venditori ambulanti, l'abitazione e lo spazio domestico, il ciclo della vita umana, feste e cerimonie, gli strumenti musicali tradizionali, il teatro e gli spettacoli di piazza, l'abbigliamento e l'oreficeria popolare.

Il Museo offre al pubblico numerosi servizi, tra cui una biblioteca specializzata, il laboratorio didattico multimediale, l'Archivio di Antropologia Visiva, che comprende anche un'importante raccolta cinematografica.



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