Archivio centrale dello Stato



Siro Penagini, "Le attività umane e sociali", part. Lo Sport

Storia dell'Istituto

Dopo il 1870, con il trasferimento della capitale a Roma, il giovane Stato unitario avvertì l'esigenza di conservare le carte dei propri ministeri presso un Archivio nazionale. E' di quegli anni la vivace discussione su quale amministrazione dovesse avere competenza sugli archivi: infatti negli stati preunitari alcuni archivi dipendevano dal Ministero dell'Interno, altri da quello della Pubblica istruzione. La querelle era alimentata dal fatto che nella coscienza degli studiosi e di alcuni archivisti dell'epoca era già chiara l'importante valenza storica e culturale dei documenti, non meno di quella amministrativa. La questione fu risolta allora assegnando al Ministero dell'interno la competenza sugli archivi e la situazione rimase tale fino al 1975, quando l'Archivio centrale e gli Archivi di stato, insieme con le Sovrintendenze archivistiche passarono al nuovo Ministero per i beni culturali e ambientali, ora Ministero per i beni e le attività culturali.

Negli anni che videro il trasferimento della capitale da Torino a Firenze e da Firenze a Roma, i documenti dei dicasteri centrali furono generalmente conservati presso le sedi stesse dei ministeri. Nel 1875, con decreto reale, si istituì l'Archivio del Regno con la finalità precipua di "raccogliere gli atti dei dicasteri centrali" che più non rispondevano "ai bisogni ordinari del servizio".

All'inizio il nuovo Archivio dovette condividere la sede e la direzione con l'Archivio di Stato di Roma, di cui costituì di fatto una sezione. Solo nel 1953 l'Archivio del Regno, assunta la nuova denominazione di Archivio centrale dello Stato, raggiunse una piena autonomia, sancita da un'apposita legge; il trasferimento nella sede attuale avvenne nel 1960, dopo la conclusione dei lavori di costruzione e di adattamento del palazzo alla nuova esigenza di convogliare in un'unica sede la documentazione dell'Italia unita, sino ad allora dispersa in vari edifici nel centro storico della città.

L'Archivio centrale dello Stato conserva i documenti degli organi centrali dello Stato (Presidenza del consiglio dei ministri, ministeri, organi consultivi e giurisdizionali) a partire dall'unità d'Italia, ad eccezione della documentazione del Parlamento, del Ministero degli affari esteri, e del Ministero della difesa (che conserva la parte di documentazione di carattere militare negli Uffici storici degli Stati maggiori dell'esercito, ddella marina e dell'aeronautica) che hanno propri archivi storici. La documentazione è collocata in depositi che si sviluppano su tre piani posti nell'edificio centrale e in quello laterale, per un totale di circa 10 chilometri di scaffalature distribuite su una superficie di mq. 20.000.

Il nucleo originario della documentazione, costituito dalla serie completa degli originali delle leggi e dei decreti, si arricchì con le importanti serie documentarie arrivate all'Archivio centrale negli anni successivi alla seconda guerra mondiale, quando, dopo il passaggio dalla monarchia alla repubblica, furono versati gli archivi della Segreteria particolare del duce, del Partito nazionale fascista e degli organi di Polizia che operavano durante il regime. Successivamente, insieme all'originale della Costituzione Repubblicana, confluirono nell'attuale sede gli archivi dei vari ministeri, della Real Casa e della Presidenza del consiglio dei ministri. Nel corso degli anni si è formata una importante raccolta di carteggi di personalità del mondo politico, militare, artistico e culturale : sono di particolare interesse le carte di alcuni presidenti del consiglio come De Pretis, Ricasoli, Crispi, Giolitti, di militari come Badoglio e Graziani, di esponenti di primo piano della storia repubblicana come Nenni, Parri, La Malfa, e di architetti e ingegneri come Benedetto, Moretti, Minnucci, e altri.

L'Archivio conserva inoltre archivi di enti pubblici come l'IRI, l'ENEL, L'Ente Eur, e di imprese come la SOGENE, nonché importanti raccolte fotografiche e filmati d'epoca.

Modalità di Accesso

I fondi archivistici sono consultabili presso la sala di studio, previa domanda di accesso. Presso l'Istituto è disponibile una biblioteca specializzata cui sono ammessi gli utenti dell'Archivio

Sala di studio
La sala di studio è aperta dal lunedì al venerdì con orario 9.00-19.00 e il sabato con orario 9.00-13.00



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